COACH PIANIGIANI E L’EMOZIONE DURANTE IL TIME OUT

Il ruolo dell’allenatore è delicato e spesso difficile in quanto basilare per ogni singolo atleta e, nel caso di sport di squadra, anche per gli equilibri dell’intero gruppo.

Spesso si pensa che l’allenatore si occupi principalmente degli aspetti tecnici e strategici delle performance degli atleti ma questo è limitante e spesso non del tutto vero: soprattutto nel caso dei settori giovanili il coach è, infatti, un punto di riferimento ed un modello di identificazione per i suoi ragazzi, sia sul piano agonistico che su quello umano.

Il suo modo di comunicare è quindi fondamentale per trasmettere qualcosa agli atleti soprattutto nei momenti cruciali delle gare e delle partite e quindi tipicamente durante i time out (negli sport che li prevedono). Una comunicazione efficace in questi momenti delicati deve certo prevedere momenti dedicati agli aspetti tecnici e tattici ma non ci si deve mai dimenticare degli aspetti motivazionali ed emotivi.

Di seguito vi proponiamo un video in cui vediamo un momento particolare. Siamo all’europeo maschile di basket del 2011, la nazionale italiana  sta affrontando Israele e la situazione è difficile: la squadra non reagisce, sembra smarrita. Il coach decide quindi di basare il suo time out solo ed esclusivamente sull’emozione, sulla passione, sull’orgoglio dei suoi giocatori. per scuoterli, per cercare di aiutarli a reagire. Un time out storico da non perdere!

E.P.

QUANDO SI SORRIDE ALLA VITA

Una splendida notizia dal mondo del basket.

Era una partita come le altre per il cestista Simone Lorenzi della 035 Informatica Azzanese, ma poteva trasformarsi in un incubo. Durante il secondo quarto della gara Lorenzo si è afflosciato a terra.

I medici lo hanno soccorso immediatamente, scoprendo che la causa del malore era un’aritmia cardiaca del tutto simile a quelle che hanno costato la vita ad altre persone.

Ora Simone sta bene, e tra poco sarà sottoposto a un’operazione per riprendere la vita normale.

Sta prendendo una decisione importante: smettere di giocare.

Una grande forza d’animo lo porta a sorridere alla vita, anche se magari non potrà continuare a seguire il suo sogno di atleta a suon di canestri. Ma seguirà la sua passione, che rimarrà sempre parte di lui, a bordo campo, tifando e aiutando altri a seguire i propri sogni.

Trasformerà i suoi obiettivi in modo da poterli raggiungere ugualmente in veste di allenatore.

Bravo Simone. Noi siamo con te!

M.F.

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